Post

Cantalpo Alessio Cantalpo aveva messo la sveglia alle sei del mattino. Adesso aveva suonato e lui aveva cominciato a muoversi come un serpente sotto le lenzuola. Aveva da lavarsi, fare colazione, vestirsi, mettere a posto quei pochi capelli che gli erano rimasti e buttarsi in strada verso una stazione che sapeva dove si trovasse solo a linea d’aria. E dire che la notte prima, con quella sigaretta sul balcone e quel bicchierino di rosso nella cuci- na di un appartamentino affittatogli dalla ragazza - perché lui di queste cose facili non le sapeva fare - si era autocongratulato annuendo nel silenzio che quella era la direzione, giù verso quel viale, poi a sinistra - dove c’era quel tabacchino dove aveva comprato le sigarette - e poi dritto fino a che non avrebbe trovato la Sta- zione Ferroviaria di Ferrara. Era una di quelle settimane di un Ottobre per il quale aveva sognato, si era maledetto, aveva risognato e poi aveva capito avrebbe presto dovuto inventarsi qualcos’altro. ...
Post recenti